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Campi Flegrei

Cari amici,
anche quest’anno, così difficile per tanti versi, non abbiamo voluto mancare al consueto appuntamento con Voi, e Vi presentiamo, pertanto, l nostro calendario 2009.
Noterete subito che l nostro partner stavolta è l’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, nella persona de/Presidente, l’architetto Francesco Escalona, il quale, oltre al patrocinio dell ‘Ente Parco, ha voluto dedicare alcune righe al nostro territorio, illustrando quelle che sono le pecularietà, storiche, archeologiche e paesaggistiche dei Campi Flegrei, le quali includono anche le attività produttive, come la nostra, legata al mare, quella della cantieristica navale e delle attività da diporto e quella legata alla gastronomia che rendono, tutte insieme, attraente e fruibile turisticamente i1 territorio.
Nel consegnarVi il calendario vogliamo anche cogliere l’occasione per porgere i nostri più affettuosi Auguri di Buon Natale e di un Sereno Anno Nuovo, sperando di superare insieme questo difficile momento che attraversa l nostro paese. Auguri!
il Presidente
Dott. Fabio Postiglione

            2009 I Campi Flegrei nelle illustrazioni del Grand Tour

 Con il l termine “Grand Tour” si indica il viaggio d istruzione che i giovani rampolli delle famiglie aristocratiche d tutta Europa intraprendevano tra il XVI e il XIX secolo.
I giovani gentiluomini potevano completare la propria formazione con un percorso che consentiva loro di crescere attraverso la conoscenza diretta e il confronto; divenne quindi una vera e propria moda, una istituzione per tutti i giovani, gli artisti e gli uomini d cultura che lo effettuavano con regolarità, anche per effetto della spinta determinata dalle scoperte archeologiche col conseguente collezionismo artistico e antiquario. Il Grand Tour attraversava tutti i paesi continentali, ma aveva come traguardo privilegiato l’Italia: visitare il nostro paese era considerato dalle classi colte europee parte essenziale dell’educazione di ogni studente.
I giovani imparavano attraverso il viaggio a conoscere l’arte, la cultura, la politica e le antichità dei vari paesi. Trascorrevano il loro tempo studiando, ma anche facendo giri turistici e acquisti e annotando nei loro taccuini i loro “diari d viaggio”. A seconda delle proprie possibilità acquistavano numerose opere d’arte e d’antiquariato.
Il viaggio poteva durare da pochi mesi a otto anni e rivoluzionò il concetto stesso di viaggio, non più mezzo di scambi, bensì unico e solo fine che acquistava valore per le sue intrinseche caratteristiche e proprietà.
L’espressione Grand Tour nasce probabilmente nella traduzione francese della guida ‘An italian voyage” d Ricliard Lassels pubblicata nel 1698 come guida per studiosi, artisti e collezionisti d’arte in visita in Italia.
Tra gli illustri viaggiatori del Grand Tour troviamo anche Johann Wolfgang von Goethe che effettuò il suo Grand Tour in Italia dal 1786 al 1788, dopo aver ottenuto un permesso pagato dal Duca Carlo Augusto. Egli viaggiò in incognito col nome di ” Philippe Moller, uomo d’affari” probabilmente più per evitare gli inevitabili obblighi sociali che per celare la propria identità. Trascorse la maggior parte del tempo con gli artisti e gli scrittori delle colonie tedesche d Napoli e Roma, si immerse nei piaceri sensuali del sud, divenne assiduo frequentatore del circolo d Angelica Kauffmann e ritrovò la sua vena artistica d poeta e scrittore. Pubblicò le sue esperienze italiane una trentina d’anni dopo, ma esse ebbero una immediata influenza sui diversi ambienti sociali attraverso la sua vasta corrispondenza e la sua potente personalità.
Egli considerò quello in Italia il suo periodo più felice; nella sua prima pagina d viaggio scrisse: «Non era possibile ormai differire. ... In questo viaggio ciò che spero e voglio è di dar pace al mio spirito nello studio delle arti belle, d’imprimermi nell’anima la loro scarsa immagine e custodirla per la mia gioia segreta; e dopo, invece rivolgermi al lavoro manuale, studiare chimica e meccanica. Giacché il tempo del bello è passato, e soltanto il bisogno e le dure esigenze materiali incalzano i nostri giorni».
E ancora «Lo scopo di questo magnifico viaggio non è quello d’illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti: e allora devo dire con tutta sincerità che poco m’intendo dell’arte del pittore, del suo mestiere. La mia attenzione, la mia osservazione possono riguardare soltanto l’aspetto pratico, il soggetto e la trattazione del soggetto stesso».
La stessa felicità d Goethe viene vissuta più tardi da Stendhal: «Ero felice allora, e non c’è nulla che io rispetti al mondo più della felicità. Avevo la fierezza di uno che è stato felice per sei mesi». Stendhal nella prefazione di “Roma, Napoli e Firenze” nel 1824 così si descrive: «Quest’opera giovanile è nata davvero dalla felicità, da un incontro d’amore, perciò, per quanto passino gli anni essa resta piena di grazia e di profondità, intatta e attuale».

Lago del Fusaro

Real Casini del Fusaro

Lago del Fusaro

Gennaio

Febbraio

Marzo

Portico

Veduta terrazze

Pietro Fabris - I Campi Flegrei

Aprile Maggio Giugno

Golfo di Pozzuoli

Saverio della Gatta - Veduta di Pozzuoli

Saverio della Gatta - Il lago d'Averno.

Luglio Agosto Settembre

Simone Pomardi - Il lago d'Averno.

Saverio della Gatta - Il golfo di Pozzuoli dal Castello di Baia.

La Solfatara

Ottobre Novembre Dicembre


    I Campi Flegrei sono sicuramente uno dei posti magici del Mediterraneo.
Un vulcano particolare che, con i suoi fenomeni eclatanti ed inspiegabili, per millenni ha alimentato il Mito che li pervade e la fama del mistero che ne accompagna la visita.
Storia e storie, leggende e letteratura, - poemi e poesie, sono l Patrimonio immateriale dell’Umanità che essi custodiscono ma che, per essere ben compreso ed - interpretato, oggi e nei secoli futuri, ha bisogno della nostra cura della natura e del paesaggio arcaico e vulcanico che li hanno generati. Ma i Campi flegrei sono anche Luoghi del mondo dove possiamo leggere al meglio, l’incontro— scontro tra una Natura possente e viva, e l’Uomo, specie dominante di questa fase storica della Terra.
Da millenni tale confronto ha come scenario privilegiato questo territorio: tra fasi d forte antropizzazione, come quella legata alla colonizzazione degli Eubei greci — con la fondazione delle città di Cuma e poi d Pozzuoli e Napoli — o come nel periodo Imperiale romano — con la costruzione di uno più possenti sistemi urbani del mondo -— e tra crisi vulcaniche violente, a volte terrificanti, a volte lente ma inarrestabili, con «il respiro della terra>>; il Bradisismo, provoca il periodico innalzamento ed il successivo inabissamento delle terre flegree, la crisi e la scomparsa di civiltà, la nascita del proliferare di nuovi habitat: isole, golfi, dune sabbiose, lagune salmastre, crateri.
I fenomeni vulcanici, i crateri tufacei spesso invasi dalle acque dl mare o colmati dalle fonti fredde o calde delle acque dolci, l’erosione del vento o le piogge di ceneri, e la operosa attività dell’uomo nei so secoli, hanno determinato te condizioni di base per lo sviluppo e la conservazione fino ad oggi di una straordinaria biodiversità alle porte d Napoli, una delle più popolose aree urbane europee dove la densità abitativa raggiunge, in alcuni territori, vertici mondiali.
Il Parco Campi Flegrei è stato recentemente istituito dalla Regione Campania proprio con la missione d comprendere, difendere e, per quanto possibile, continuare a favorire le condizioni di persistenza d1 questa biodiversità nell’ottica d uno sviluppo socio- economico sostenibile.
Il Vulcano flegreo, l’Archiflegreo, e la Caldera, la grande camera magmatica sottostante il sistema dei crateri, sono la «ragione prima» della nascita e della evoluzione di tale straordinario territorio.
Da esso, ma anche dalla continua interazione, per almeno tre millenni, con l’opera dell’uomo derivano tutti i complessi e straordinari valori che possiamo incontrare e scoprire se attraversiamo con la giusta attenzione e con il dovuto rispetto questi luoghi: Mito, Storia, Poesia, Paesaggio ed Agricoltura si intrecceranno tra d loro rendendo complessa ma affascinante, e forse unica, la visita al Viaggiatore.
Ed allora, caro Viaggiatore del terzo millennio, in questa occasione tocca a me darti il benvenuto, a nome d tutti ì cittadini flegrei.
Tocca al Parco provare a diffondere nella maniera più corretta la conoscenza della natura e della biodiversità, ancora incredibilmente così ricca in questi luoghi complessi; ma anche accompagnarti, in una maniera accattivante nel Retour: la grande passeggiata tra monumenti, laghi, crateri, boschi e rovine promossa e realizzata, in questi anni, dalla Regione Campania, dalla Provincia, dalle Soprintendenze, dal Parco e da tutti i comuni flegrei, che ci auguriamo segni il definitivo ritorno all’attenzione mondiale sugli straordinari valori dl Campi Flegrei incredibilmente dimenticati ed in troppi casi oltraggiati dalla emergenza, ma anche dall’ignoranza, negli ultimi decenni.
Passeggia, dunque, in questo meraviglioso territorio, cammina lentamente, guarda con attenzione.
Ascolta la gente e le sue storie.
Questa è anche la tua Terra. Qui c’è anche la tua Storia.
Arch. Francesco Escalona
Presidente
Parco Regionale dei Campi Flegrei