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Campi Flegrei

Cari amici,
ancora qui per il nostro consueto appuntamento con il nostro calendario. Anche quest'anno prosegue la collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta, nella persona della dott.ssa Nava, la quale, unitamente alla dott.ssa Miniero, Responsabile di Baia, ci assiste in maniera costante, con consigli ed indicazioni che ci consentono di offrire sempre un prodotto che speriamo sia all'altezza delle aspettative.
La scelta è caduta sul Parco Archeologico di Baia, in quanto oggetto di interventi di rilievo, sia dal punto di vista dei finanziamenti pubblici che, ovviamente, dei lavori di sistemazione.
Il Parco Archeologico di Baia, insieme al Castello di Baia, costituirà una delle maggiori fonti di attrazioni turistiche dei Campi Flegrei e dell'intera R Campania. Il nostro obbiettivo quale azienda resta sempre quello di favorire uno sviluppo integrato del territorio, con i tesori archeologici, il turiristorazione, la portualità, la cantieristica navale e le attività produttive, che in Baia trova una sintesi probabilmente con pochi eguali in Campania.
Grazie a tutti Voi amici che continuerete a sostenerci per la nostra attività e tanti auguri di Buone Feste e di un Sereno Anno Nuovo.
Il Presidente dell' I.R.SV.E.M S.r.l Dott. Fabio Postiglione

Settore dell'Ambulatio.

Rampa di raccordo

Arco di accesso

Gennaio

Febbraio

Marzo

Portico

Veduta terrazze

Statua di Hermes

Aprile Maggio Giugno

Portico figura

Tempio di Venere

Mosaico

Luglio Agosto Settembre

Rampa a gradoni

Tempiodi Mercurio

Tempio di Diana

Ottobre Novembre Dicembre

I monumentali resti archeologici delle cosiddette Terme di Baia (Palatium Baianum), sono convenzionalmente divisi in cinque settori: la cosiddetta Villa dell'ambulatio, il settore di Mercurio, il settore della Sosandra, il settore di Venere e il Tempio di Diana.
La cosiddetta Villa dell'Ambulatio, articolata su sei terrazze, raggiunse il suo aspetto attuale al più tardi nel I secolo d.C. anche se l'impianto originario va datato tra la fine del Il secolo e gli inizi del I secolo a.C.. Nella parte più alta, gli edifici poggiano sulla sommità della collina, mentre nelle zone sottostanti le terrazze sono edificate su basamenti artificiali. I diversi livelli sono raccordati da scale. Tale sistemazione è il risultato di numerose modifiche apportate alla residenza quando ad essa vennero aggiunti il complesso di Mercurio e quello della Sosandra. Il settore prende nome da una lunga passeggiata coperta posta sulla seconda terrazza che aveva funzione di raccordo tra i diversi livelli i cui ambienti avevano quasi tutti funzione residenziale. Il settore doveva perciò essere destinato all'otium, allo svago e al godimento del paesaggio trova stringenti confronti nella tipologia delle ville marittime del golfo di Napoli scenograficamente aperte verso il mare.
II settore di Mercurio, posto nell'area nord-orientale del parco sulla terrazza più bassa della villa, fu realizzato per sfruttare le fonti idrotermali della zona. E' caratterizzato da almeno quattro ambienti termali tra i quali quello principale è il cosiddetto Tempio di Mercurio, noto fin dal Medioevo. Qualunque fosse la vera funzione di questo ambiente, frigidarium (sala per bagni freddi) o natatio (piscina coperta), l'edificio non ha mai cessato di suscitare l'ammirazione dei visitatori sia per l'aspetto irreale dell'interno, ove l'acqua raggiunge l'imposta della volta, sia per l'imponenza architettonica della copertura.
Si tratta di un'aula termale a pianta circolare interna (m 21,46 di diametro), iscritta in un quadrato. In tal modo la forma esterna doveva sembrare piuttosto austera, lasciando in vista solo il volume emergente della cupola. La cupola, realizzata in opera cementizia con scaglie di tufo cuneiformi, costituisce il più antico esempio di copertura sferica di ampie dimensioni. Il lumen centrale, insieme ai quattro finestroni rettangolari posti nella volta, garantiva l'illuminazione dell'ambiente. Sulle pareti vi erano una serie di nicchie, di cui quattro di forma semicircolare, non più visibili, e due, di dimensioni maggiori, affioranti attualmente dall'acqua. Esse sono disposte sull'asse est-ovest. In corrispondenza di quella orientale doveva essere collocato l'ingresso principale, mentre dalla nicchia di occidente forse sgorgava una fonte naturale. L'interno doveva essere riccamente decorato. Gli effetti del bradisismo discendente sono visibili anche su questo monumento, che nel periodo di massima immersione ha portato il livello del mare quasi all'altezza all'imposta della volta.
II settore della Sosandra prende il nome dal rinvenimento di una statua di Afrodite Sosandra (copia romana di un orinale greco del V secolo a.C. attribuito a Calamide) rinvenuta in uno degli ambienti del peristilio superiore. La costruzione, databile tra il I secolo a.C. e il Il secolo d.C., si suddivide in quattro livelli sovrapposti dei quali il livello più alto, in corrispon del crinale della collina, comprende edifici di servizio.
A livello inferiore una serie di ambienti si dispongono lungo il peristilio, al cui centro è la cosiddetta piscina. Nel II secolo d.C., dovette verificarsi una radicale trasformazione dell'insieme, volta a ricavare nuovi spazi sacrificando le strutture originarie.
Sulla base di un passo di Dione Cassio, si è proposto di identificare il settore con I'ebeterion, una struttura di svago e di ritrovo per i giovani, che l'imperatore Nerone fece costruire a Baia per i marinai della Classis Misenensis. Altri invece hanno voluto sottolineare una trasformazione dell'edificio, in origine una villa, in una sorta di hospitalia per i clienti delle terme.
I'elemento di maggiore risalto architettonico del complesso è l'emiciclo. Rivolto verso il mare, esso disponeva sull'asse mediano e alle spalle del complesso di un ninfeo, dal quale l'acqua scorreva, incanalata sotto il pavimento, fino ad ad alimentare la vasca centrale all'esterno.
Questo settore deriva il nome dalla tradizione antiquaria che definì "stanze di Venere" alcuni ambienti del livello inferiore. Esso comprende tre nuclei edilizi di diversa cronologia, disposti su tre livelli principali, di cui il superiore è noto come Piccole Terme. Il livello inferiore fu completamente alterato in epoca moderna dalla costruzione della strada litoranea (via Lucullo) e dei fabbricati sui due lati di essa, che hanno isolato il grande ambiente termale, c.d. Tempio di Venere, accessibile dalla banchina del porto di Baia.
II Tempio di Diana è cosiddetto per il rinvenimento di un bassorilievo con animali e di un fregio con iscrizione Diana. L'edificio è a pianta circolare inserito in un corpo ottagonale in opera cementizia, oggi interrato fino all'altezza dei finestroni.
Esso rispondeva al gusto di età severiana, epoca a cui risale la costruzione, attribuibile al programma edilizio di Alessandro Severo (222-235 d.C.) che fece costruire a Baia un palazzo e grandiosi impianti termali in memoria della madre Giulia Mamea, di cui questo edificio, probabilmente una grande piscina, costitutisce l'unica testimonianza.