Campi Flegrei - Calendari
   
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Campi Flegrei

Cari amici,
proseguendo nel solco dell'ormai tradizionale appuntamento annuale con il nostro calendario, siamo particolarmente orgogliosi quest'anno di presentare i tesori del nostro territorio nelle profondità delle acque marine di Baia.
Anche quest'anno ci siamo avvalsi di autentici esperti di fotografia subacquea, come l'amico Eduardo Scognamiglio, che ringraziamo di aver voluto far parte dei mostro progetto di presentare il patrimonio inestimabile della terra flegrea, insieme agli amici di sempre della Tipografia Grafica Montese.
Un sentito ringraziamento va anche alla Sovrintendenza Archeologica, nella Persona della Dott.ssa Paola Miniero e di tutti i suoi collaboratori, per l'attenzione vigile e costante che ha sempre mostrato per la tutela dei territorio e per fa sua salvaguardia, sperando che questo calendario sia l'inizio di un percorso, da fare insieme, per la valorizzazione e diffusione delle radici storiche e culturali della comunità flegrea.
Il Presidente dell' I.R.SV.E.M S.r.l Dott. Fabio Postiglione

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Fotografie di Eduardo Scognamiglio,
vive a Bacoli (NA), archeologo subacqueo, socio dell'Associazione Italiana Archeologi Subacquei, dal 1984 conduce campagne annuali di studio, rilievo grafico - topografico e documentazione fotografica e cinematografica delle città sommerse di Baia e Miseno.
Ha pubblicato contributi su riviste scientifiche quali:"Puteoli". Studi di Storia Antica", "Archeologia Subacquea. Studi ricerche e documenti", "Forma Maris. Forum internazionale di archeologia subacquea", "Bollettino Flegreo. Rivista di Storia, Arte e Scienze"
e su mensili e settimanali quali:"Il Subacqueo", "Europeo', "Suh", "Mondo Sommerso", "Archeologia Viva", "L'Espresso", "Corpus", "Archeo", "Aqua".
Ha collaborato a numerose campagne di ricerca sottomarina promosse da: Soprintendenza Archeologica di Napoli, Soprintendenza Archeologica di Salerno, Università degli Studi di Lecce, Università degli Studi della Tuscia, in Italia e all'estero.

LE CITTA' SOMMERSE DEI CAMPI FLEGREI (di Eduardo Scognamiglio).
La regione dei Campi Flegrei si estende da Posillipo a Cuma e si affaccia sul Golfo di Pozzuoli, essa costituisce il il margine sud-occidentale della Pianura Campana ed il margine settentrionale emerso della caldera (35000 B.P.) individuatasi in seguito all'eruzione dell'lgnimbrite Campana. Il suo paesaggio è profondamente segnato da attività vulcaniche e i prodotti vulcanici più antichi affioranti hanno circa 50000 anni. Lo sprofondamento del primitivo vulcano detto archiflegreo formò una caldera del diametro di circa 14 chilometri che accoglie numerosi centri eruttivi ormai spenti o quiescenti. Il successivo vulcanesimo (postcalderino) portò alla formazione d'edifici di tufo giallo (11000 anni B.P.) e solo dopo l'eruzione di Baia (8400 anni B.P.), nei Campi Flegrei ci fu un periodo di calma, interrotta da un evento tettonico (5400 anni B.P.) che portò alla costituzione del terrazzo della Starza a Pozzuoli. Il termine Campi Flegrei deriva certamente dalle manifestazioni naturali che meravigliarono i primi frequentatori greci della zona e che vi posizionarono per tale motivo l'ingresso al regno dei morti, ma per gli antichi il nome Phlegraea indicava tutta la Pianura Campana, come si evince in Polibio, Strabone e Diodoro.
L'unica attività attualmente presente nei Campi Flegrei è il bradisismo. L'antica fascia costiera d'epoca romana per un'ampiezza media di 400 metri, risulta oggi sprofondata a causa dei moti bradisismici. Questi lenti movimenti di innalzamento o abbassamento della crosta terrestre, che caratterizzano l'area vulcanica flegrea, provocano periodici cambiamenti della linea di spiaggia ed hanno trascinato interi quartieri delle antiche città di Puteoii, Baia e Miseno sotto l'attuale livello del mare, che ha fagocitato anche laghi costieri come il Baianus lacus ed il Lucrinus lacus. L'antico assetto geomorfologico della zona è cambiato notevolmente anche a causa di eruzioni vulcaniche abbastanza recenti, quale la formazione del Monte Nuovo avvenuta in una sola notte nel 1538.
La certezza dell'eccezionale patrimonio archeologico sommerso custodito dal mare dei Campi Flegrei è degli anni 20 del secolo scorso (anche se reperti marmorei erano già stati rinvenuti in precedenza nel il mare di Baia e nell'area dei Cantieri Armstrong a Pozzuoli nel 1705, 1754 e 1890), quando i dragaggi intrapresi per costruire la banchina del porto di Baia portarono al recupero di numerose opere d'arte. Ulteriore conferma venne con i dragaggi degli anni 50 e dalle belle immagini aeree del Portus Iulius eseguite da L. Cocchiarella e presentate da R. Bucher nel 1957. Dal 7 agosto 2002 con Decreto Interministeriale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dei Trasporti, delle Politiche Agrarie e con la Regione Campania, é stato istituito il Parco Sommerso di Baia, la cui gestione é affidata alla Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta.